9€ per un litro di olio? Se ti sembra un'affare è perché il conto lo paghi tu
- OLIO GAIA

- 13 gen
- Tempo di lettura: 2 min

La nuova campagna olearia si è appena conclusa e, come ogni anno, iniziano i confronti: produzione in aumento, prezzi che oscillano e un rischio sempre più concreto per chi acquista olio senza le giuste informazioni.
Nel 2025 la produzione italiana di olio d’oliva è tornata a crescere, passando da circa 280 mila a 300 mila tonnellate previste. Un dato positivo, che però non ha portato a un abbassamento del prezzo del vero olio extravergine di qualità. Anzi: nei frantoi si parla di 12–15 euro al litro per un olio ottenuto da olive sane, frante correttamente e senza compromessi.
E allora la domanda è inevitabile:com’è possibile trovare sugli scaffali bottiglie di “olio extravergine 100% italiano” a 7 o 8 euro al litro?

Il paradosso del prezzo basso
Tra il prezzo di partenza al frantoio e quello esposto nei supermercati c’è una differenza che non può essere spiegata solo con le economie di scala. Certo, esistono:
promozioni aggressive
vendite sottocosto
strategie commerciali della grande distribuzione
Ma queste non bastano a giustificare sistematicamente prezzi così bassi.
Il punto è un altro: non tutto ciò che è legalmente “extravergine” è anche buono, profumato e nutriente.
Un mercato sempre più torbido
Negli ultimi anni diverse inchieste giornalistiche – tra cui quelle de Il Salvagente – hanno acceso i riflettori su pratiche discutibili ma spesso formalmente legali.
Tra queste:
Triangolazioni internazionali, con olio importato a 2–3 euro al litro (ad esempio dalla Tunisia), che passa da altri Paesi UE per diventare “comunitario”
Miscele di oli di diversa origine e qualità, poi vendute come “italiane” se rispettano i parametri minimi di legge
Utilizzo di oli ottenuti da olive ammaccate o difettate, che tecnicamente non dovrebbero essere extravergini
Un tempo questi oli di scarto venivano usati solo per avviare le macchine del frantoio a inizio stagione. Oggi, con una produzione maggiore e più scarti disponibili, qualcuno li miscela con olio migliore per abbassare i costi.
Il risultato?Un olio che rispetta i limiti chimici, ma che non ha nulla a che vedere con l’olio appena franto.

Legale non significa qualità
La legge stabilisce dei parametri minimi: acidità, perossidi, valori chimici. Se questi limiti sono rispettati, l’olio può essere venduto come extravergine.
Ma la qualità vera non si misura solo con i numeri.
Risparmiare sull’olio significa spesso:
rinunciare a valore nutrizionale
portare in tavola un prodotto vecchio o ossidato
sostenere un sistema che penalizza i produttori onesti
perdere il vero gusto dell’olio extravergine
E soprattutto, significa credere di comprare un prodotto che non è nemmeno parente dell’olio che nasce davvero in frantoio.
Quanto dovrebbe costare un vero extravergine?
Un olio:
profumato
ottenuto da olive sane
franto correttamente
conservato nel modo giusto
non può costare meno di 8 euro al litro, e spesso ne vale molti di più.
Il prezzo dell’olio non è un capriccio: è il risultato di lavoro agricolo, raccolta, molitura, controlli e rispetto della materia prima.
La domanda finale è semplice:
vuoi davvero un olio di così scarsa qualità nel tuo piatto?
Da Olio Gaia crediamo che scegliere un olio extravergine significhi scegliere consapevolezza, trasparenza e rispetto per la terra. E che il vero risparmio non sia pagare meno, ma mangiare meglio.



