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9€ per un litro di olio? Se ti sembra un'affare è perché il conto lo paghi tu


Novembre 2025, Raccolta Olive Olio Gaia
Novembre 2025, Raccolta Olive Olio Gaia

La nuova campagna olearia si è appena conclusa e, come ogni anno, iniziano i confronti: produzione in aumento, prezzi che oscillano e un rischio sempre più concreto per chi acquista olio senza le giuste informazioni.

Nel 2025 la produzione italiana di olio d’oliva è tornata a crescere, passando da circa 280 mila a 300 mila tonnellate previste. Un dato positivo, che però non ha portato a un abbassamento del prezzo del vero olio extravergine di qualità. Anzi: nei frantoi si parla di 12–15 euro al litro per un olio ottenuto da olive sane, frante correttamente e senza compromessi.

E allora la domanda è inevitabile:com’è possibile trovare sugli scaffali bottiglie di “olio extravergine 100% italiano” a 7 o 8 euro al litro?


Stabilimento di Imbottigliamento Olio Gaia in Puglia
Stabilimento di Imbottigliamento Olio Gaia in Puglia

Il paradosso del prezzo basso

Tra il prezzo di partenza al frantoio e quello esposto nei supermercati c’è una differenza che non può essere spiegata solo con le economie di scala. Certo, esistono:

  • promozioni aggressive

  • vendite sottocosto

  • strategie commerciali della grande distribuzione

Ma queste non bastano a giustificare sistematicamente prezzi così bassi.

Il punto è un altro: non tutto ciò che è legalmente “extravergine” è anche buono, profumato e nutriente.


Un mercato sempre più torbido

Negli ultimi anni diverse inchieste giornalistiche – tra cui quelle de Il Salvagente – hanno acceso i riflettori su pratiche discutibili ma spesso formalmente legali.

Tra queste:

  • Triangolazioni internazionali, con olio importato a 2–3 euro al litro (ad esempio dalla Tunisia), che passa da altri Paesi UE per diventare “comunitario”

  • Miscele di oli di diversa origine e qualità, poi vendute come “italiane” se rispettano i parametri minimi di legge

  • Utilizzo di oli ottenuti da olive ammaccate o difettate, che tecnicamente non dovrebbero essere extravergini

Un tempo questi oli di scarto venivano usati solo per avviare le macchine del frantoio a inizio stagione. Oggi, con una produzione maggiore e più scarti disponibili, qualcuno li miscela con olio migliore per abbassare i costi.

Il risultato?Un olio che rispetta i limiti chimici, ma che non ha nulla a che vedere con l’olio appena franto.



Legale non significa qualità

La legge stabilisce dei parametri minimi: acidità, perossidi, valori chimici. Se questi limiti sono rispettati, l’olio può essere venduto come extravergine.

Ma la qualità vera non si misura solo con i numeri.

Risparmiare sull’olio significa spesso:

  • rinunciare a valore nutrizionale

  • portare in tavola un prodotto vecchio o ossidato

  • sostenere un sistema che penalizza i produttori onesti

  • perdere il vero gusto dell’olio extravergine

E soprattutto, significa credere di comprare un prodotto che non è nemmeno parente dell’olio che nasce davvero in frantoio.


Quanto dovrebbe costare un vero extravergine?

Un olio:

  • profumato

  • ottenuto da olive sane

  • franto correttamente

  • conservato nel modo giusto

non può costare meno di 8 euro al litro, e spesso ne vale molti di più.

Il prezzo dell’olio non è un capriccio: è il risultato di lavoro agricolo, raccolta, molitura, controlli e rispetto della materia prima.

La domanda finale è semplice:

vuoi davvero un olio di così scarsa qualità nel tuo piatto?


Da Olio Gaia crediamo che scegliere un olio extravergine significhi scegliere consapevolezza, trasparenza e rispetto per la terra. E che il vero risparmio non sia pagare meno, ma mangiare meglio.


 
 

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